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Indirizzo: Via Gennaro Maffettone, 117 – Fiumicino / Via dei Promontori, 129 – Ostia Lido
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Dott.ssa Simona Papagno, Psicologa e Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale aiuta il paziente, attraverso la psicoterapia individuale ad affrontare e risolvere problemi correlati ad ansia, attacchi di panico, depressione, disturbi alimentari, problematiche relazionali ed affettive e si occupa attraverso la di terapia di coppia della gestione di crisi che fanno parte del ciclo di vita della coppia stessa.
La psicoterapia cognitivo-comportamentale è inoltre indicata in caso di disagio psicologico ed emotivo provocato da fasi di transizione nella vita della persona (adolescenza, nascita e allevamento di un figlio, pensionamento, ecc..) e ad elaborare eventi traumatici e/o vissuti dolorosi, che possono provocare ansia e/o depressione, utilizzando il metodo EMDR.
La Dott.ssa Simona Papagno si occupa inoltre del trattamento di problematiche emotive e/o comportamentali nel bambino e nell’adolescente e svolge colloqui di supporto alla genitorialità.
L’approccio utilizzato è cognitivo-comportamentale, che è considerato dalla comunità scientifica uno dei più efficaci modelli per la comprensione ed il trattamento di un gran numero di disturbi psicologici tra i quali i più comuni sono:
Ansia generalizzata: Ansia e preoccupazione eccessiva (attesa apprensiva), che si manifestano nella maggior parte dei giorni. L’ansia e la preoccupazione sono associate con tre o più dei sintomi seguenti: irrequietezza, facile affaticabilità, difficoltà a concentrarsi, irritabilità e alterazioni del sonno. L’ansia, la preoccupazione e i sintomi fisici causano un disagio significativo nella persona compromettendone il funzionamento sociale e lavorativo.
Disturbo di panico: Periodo preciso di paura intensi, durante i quali si sono manifestati quattro o più dei seguenti sintomi ed hanno raggiunto il picco nel giro di 10 minuti: Tachicardia, sudorazione, tremori fini o a grandi scosse, sensazione di soffocamento, di asfissia, fastidio o dolore al petto, nausea o disturbi addominali, sensazioni di svenimento, paura di morire o di impazzire, brividi e/o vampate di calore.
Depressione: Nel disturbo depressivo la persona manifesta un umore triste per la maggior parte della giornata, è presente una marcata diminuzione dell’interesse e piacere per le attività quotidiane, spesso presenta una perdita peso e di appetito, insonnia, agitazione, mancanza di energia. Sono presenti sentimenti di autosvalutazione e di colpa, presenta una ridotta capacità di pensiero e concentrazione, può inoltre presentare pensieri di morte e di suicidio.
Disturbi alimentari: Anoressia e Bulimia, come anche altri disordini alimentari, sono disturbi che rivelano profonde difficoltà emotive e relazionali. Rifiuto del cibo, abbuffate, vomito e dimagrimento sono surrogati di difficoltà di espressione di bisogni profondi del sé. Il rifiuto del cibo può rappresentare una non accettazione della propria fisicità (l’autostima è totalmente centrata su un controllo ossessivo delle forme corporee), rifiuto e ostilità nei confronti delle persone significative, autocritica svalutativa compensata da comportamenti di forte efficienza e funzionalità.
Dipendenze affettive:
Relazioni affettive eccessivamente invischianti e/o fusionali che creano nella persona difficoltà a sentire ed affermare i propri bisogni adeguandosi inconsapevolmente a quelli del partner, generando quindi nella stessa sofferenza emotiva e varie problematiche legate alla bassa autostima.
Attraverso un training assertivo, una delle tecniche utilizzate, il paziente verrà aiutato ad assumere un atteggiamento assertivo nelle relazioni con gli altri, in modo tale da poter esprimere in modo chiaro opinioni, emozioni e bisogni, senza provare frustrazione e sensi di colpa. Questo tipo di training è consigliato alle persone che tendono ad avere un comportamento passivo, in cui ci si lascia prevaricare dai bisogni degli altri oppure un’alternanza di comportamenti passivi ed aggressivi in cui si tende a prevaricare sull’altro, determinando così nella persona vissuti di rabbia e di colpa con difficoltà evidenti nei rapporti interpersonali.
Il trattamento cognitivo-comportamentale è supportato, se ritenuto opportuno, dall’utilizzo di tecniche di rilassamento tra cui il training autogeno e la mindfullness, dal metodo EMDR per l’elaborazione del trauma.
Il training autogeno è una tecnica in cui si usa la normale capacità di autosuggestione per indurre una sensazione di rilassamento fisico e mentale. Nell’indurre il rilassamento, si ricorre a immagini mentali rilassanti (vacanze, esperienze piacevoli) associate a parole che evocano determinate sensazioni (pesantezza intesa come rilasciamento muscolare, calore/tepore) che sono presenti in situazioni di relax. La pratica del training, all’interno della quotidianità, consente alla persona di acquisire la capacità di rilassarsi autonomamente anche in situazioni psicofisiche stressanti.
La mindfulness o pratica della consapevolezza si pone l’obbiettivo, attraverso tecniche di meditazione, di migliorare le nostre capacità di essere a contatto con noi stessi e con il momento presente in modo non giudicante. La pratica della consapevolezza è consigliata in caso di disturbi d’ansia, disturbi di personalità, stress e dolore cronico.
Metodo EMDR
L’EMDR (dall’inglese Eye Movement Desensitization and Reprocessing, Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari) è un approccio terapeutico utilizzato per il trattamento del trauma e di problematiche legate allo stress, soprattutto allo stress traumatico.
L’EMDR si focalizza sul ricordo dell’esperienza traumatica ed è una metodologia completa che utilizza i movimenti oculari o altre forme di stimolazione alternata destro/sinistra per trattare disturbi legati direttamente a esperienze traumatiche o particolarmente stressanti dal punto di vista emotivo.
Dopo una o più sedute di EMDR, i ricordi disturbanti legati all’evento traumatico hanno una desensibilizzazione, perdono la loro carica emotiva negativa. Il cambiamento è molto rapido, indipendentemente dagli anni che sono passati dall’evento. L’immagine cambia nei contenuti e nel modo in cui si presenta, i pensieri intrusivi in genere si attutiscono o spariscono, diventando più adattivi dal punto di vista terapeutico e le emozioni e sensazioni fisiche si riducono di intensità. L’elaborazione dell’esperienza traumatica che avviene con l’EMDR permette al paziente, attraverso la desensibilizzazione e la ristrutturazione cognitiva che avviene, di cambiare prospettiva, cambiando le valutazioni cognitive su di sé, incorporando emozioni adeguate alla situazione oltre ad eliminare le reazioni fisiche. Questo permette, in ultima istanza, di adottare comportamenti più adattivi.
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